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Pietre di Ale

Pietre di Ale (Svezia)La Svezia è una delle terre più antiche del mondo e in quanto tale conserva nel proprio grembo una moltitudine di testimonianze storiche. Tra queste le pietre di Åle (in svedese, Ales Stenar) nella regione meridionale della Scania, sono sicuramente le più ricche di suggestione: 59 pietre verticali vanno a formare uno dei più grandi monumenti megalitici della Scandinavia, risalente probabilmente al periodo della fine dell'età del ferro.

Mito e leggenda trovano qui il proprio profilo intriso di mistero: ciascuna pietra è posizionata in modo preciso e tale da formare nel complesso una sorta di ovale ben definito, nelle cui estremità è sita una pietra madre, più alta delle altre. La forma ricorda con molta accuratezza una nave vichinga di dimensione 67x19 metri, tant'è vero che la collina nella quale esse sono situate si rivolge verso il mare. La monumentale formazione megalitica sorge in prossimità di un villaggio di pescatori, Kåseberga, a circa 18 km dalla cittadina di Ystad ed è situata in una verde collina a prato piana. La vista è appunto quella che dà sulle spiagge del Mar Baltico, 180º gradi di perfetto orizzonte marino e 180º di altrettanto perfetto orizzonte di terra, nient'altro è posto nel mezzo. Non sono pochi coloro che come accade per Stonehenge attribuiscono alle Pietre di Ale una funzione astronomica.

Secondo alcuni, il nome Åle (o Als) significa 'santuario' in lingua nordica, mentre secondo altri il suo significato va riferito alla particolare conformazione della costa, altri ancora riferiscono il nome ad un capo vichingo vissuto nel periodo delle grandi esplorazioni degli uomini norreni. Nel complesso, gli studiosi sono inclini alla conclusione che vuole questo luogo un monumento in onore dei vichinghi, che al mare diedero la loro vita morendo nei viaggi di conquista (è il caso per esempio dello studioso Oskar Monelius, vissuto tra il 1843 e il 1921). Di certo c'è che le pietre di Ale erano già conosciute nel 1624 quando vennero descritte dal viaggiatore Niels Ipsens e da altri dopo lui, ma fu solo nel 1919 che il monumento venne inizialmente restaurato e portato ad antico splendore. Alla fine degli anni Ottanta, furono ritrovati dagli archeologi dei resti umani bruciati e custoditi in un'antica  pentola di creta, e accompagnati da diversi altri oggetti antichi.

Oggi, la grande incertezza rimane, non esistono nomi su chi innalzò questo grande monumento, come non esistono neanche certezze circa la data esatta di edificazione. L'Università di Lund e l'Università di Göteborg sono al momento le uniche che portano avanti gli studi, guidati dal team del Professor Märta Strömberg.

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