La popolazione svedese

Intervista a uno svedese

Pausa caffè SveziaQuesta intervista a uno svedese potrebbe intitolarsi: "Non solo Ikea? in Svezia, dal materasso in macchina allo studielån".

Il legno impera. Profumo di tè alla cannella, giovani che chattano, signore che si salutano. Se fossi in un internet point, sarei seduta su una vecchia sedia. Se fossi in Italia, pagherei per usare la Rete. Se fossi al Vete-Katten a Stoccolma, aspetterei Thobias su un comodo divanetto, tisana in mano e portatile. Butterei un occhio al piano di sotto. Se fossi in loggione, vedrei uscire dal sipario un bellissimo ragazzo, alto alto, occhi blu che tradiscono la giovane età. Si fermerebbe sul palco. Ma sono a Stoccolma, e il ragazzo dei boschi sta cercando proprio me, per raccontarmi la sua vita. 

Studi lingue? ti va di chiacchierare in italiano? «Grazie! Spero di essere abbastanza sciolto?»
Come inizio non mi sembra male, veramente! «Grazie! Sono tornato da Siena lo scorso semestre e ho già perso un po? l?uso della lingua, anche se mi sono portato un souvenir dalla vostra terra? si chiama Giorgia! Ci siamo conosciuti in treno mentre andavo a Milano per prendere l?aereo? e il nostro viaggio è proseguito insieme!»
Ecco perché il tuo italiano è così fluente, dopo questa rivelazione si spiegano molte cose! «E? un amore dai tempi del liceo, l?Italia è la culla del Rinascimento! (ride). Tutto parte dall?Italia?»
Per arrivare a Värnamo, nella regione della Smöland, è da lì che vieni, giusto? «Esatto, arrivo dal bosco! D?inverno era così pieno di neve che a volte non si poteva mettere il naso fuori di casa. Ora che sono abituato alla comodità della metropoli, non sarei più in grado di fare le grandi scorte. In realtà era mia mamma a farle? la dispensa nascondeva sempre belle sorprese!»
Quindi non abitavi proprio nella cittadina? e per andare a scuola? «Prendevo l?autobus! Arrivavo alla fermata insieme ai compagni che abitavano vicino a me. Certo, la concezione di vicinato e vicinanza dalle mie parti è un po? diversa.» Si guarda intorno come schiacciato dalle persone che affollano l?antica teeria. Poi riprende «Restavamo a scuola fino alle quattro del pomeriggio, in estate. Con l?inverno si usciva un po? prima, sai con sei ore di sole al giorno?»
E i corsi a scuola? Cosa ti piaceva studiare? «La struttura delle superiori è simile all?Università. Oltre alle materia obbligatorie, alcune sono a scelta. Un anno ho studiato cucina, veramente utile. Come meccanica: rimanere bloccati con la macchina in mezzo alle distese di neve e non sapere dove mettere le mani, non è piacevole! Poi i laboratori di scienze applicate, botanica? insomma, molto pratici, meno intellettivi? Si dice così?»
Hai reso perfettamente l?idea! E la sera? «Sabato sera a Värnamo? A casa di qualcuno! Cena, giochi di società, alcool? e a nanna tutti insieme! Usciamo di casa con il materasso: se guidi, non ti metti al volante!»
Devo dire che da noi questa attenzione non esiste, purtroppo? a Stoccolma? «A Stoccolma non esci con il materasso! (ride). Ci sono i mezzi pubblici fino a tardi e i taxi?»
Siamo passati dal regno dei boschi alla metropoli. Ricordi ancora la tua prima impressione?
«Oltre alla bellezza della città? Direi libertà, multietnicità, creatività e l?identità di ogni quartiere. Non saprei come definire questa sensazione, è più qualcosa che si percepisce nell?aria, non trovi?»
Certamente? e dove abiti? «Nel quartiere degli architetti, pieno di gallerie d?arte e studi di pittori? Mentre cercavo casa si liberava una stanza in un appartamento in cui vive il cugino di una mia amica. Certo, l?affitto non è proprio basso, in Euro sarebbero circa 500 (in Svezia ci sono le Corone ndr). Ma tra il lavoro di cameriere nel ristorante italiano e lo studielån non mi posso certo lamentare?»
Lo studielån? Sembra qualcosa a che fare con lo studio? di cosa si tratta? «E? un prestito di studio, che riceviamo direttamente dallo stato e serve per coprire parte di spese, come l?affitto, il materiale per i corsi e tutto quello che può servire durante gli studi. Non abbiamo le tasse universitarie e rispetto all?Italia i prezzi dei libri sono più contenuti, anche perché l?i.v.a. da noi è al 6%... Forse anche per questo motivo l?abbandono universitario è quasi inesistente qui. Lo studio è accessibile a chiunque, anche se c?è chi prende altre strade. Il mio migliore amico del liceo è rimasto a Värnamo, lavora in una ditta di mobili e sua moglie è nell?arte vetraria. C?è un forte legame con le tradizioni e la zona d?origine, anche per la sicurezza che può dare. Ma non pensare che io sia l?unico che ha proseguito gli studi, non sono una mosca bianca!« (Ride).
Non solo studi, ma viaggi parecchio? ?da grande? dove ti piacerebbe vivere? «Amo viaggiare e conoscere nuovi posti, forse farò parecchi giri dopo la laurea, ma il mio sogno è che la strada mi riporti sempre qui! Amo troppo il mio Paese!»
E un italiano in Svezia, come si troverebbe? «Benissimo, sicuro! Forse siete un po? spaventati dal clima, ma vi riscalda il nostro buon umore! Vedi com?è cosmopolita Stoccolma? Poi ad alcune cose io non potrei proprio rinunciare!»  
Tipo? «Il Natale! La sera della vigilia è splendida, a Värnamo. Facciamo sempre una grande cena anche con gli amici. Quando ero piccolo verso mezzanotte le mamme iniziavano a mormorare ?Sta arrivando Tomten?? Vedevamo Babbo Natale camminare nella neve verso la porta di casa, con la lanterna in mano? ci distribuiva i regali e in cambio noi avevamo già pronti biscotti e latte caldo? da noi Babbo Natale arriva veramente con le renne!»

Usciremmo a fumarci una sigaretta, io avrei freddo alle 9 di sera, anche nella prima metà di Settembre. Thobias incontrerebbe un amico: «Lycka till!», con uno strano movimento del polso, pugno chiuso e pollice nel palmo. Il ragazzo dei boschi mi direbbe che ha augurato Buona Fortuna a un amico che sta per tornare in Spagna. Penserei che un po? di sole sarebbe piacevole in questo momento? e che potrei contattare quel ragazzo per il mio prossimo viaggio!

Intervista di Francesca Sebastiani

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